Le Borse di oggi, 3 febbraio. L’inflazione piomba sul tavolo della Bce, gli analisti si aspettano «pazienza»

MILANO – Future pesanti su Wall Street con il comparto tecnologico che soffre la delusione per i conti di Meta, mentre sono contrastati in Europa in attesa delle decisioni di Bce e BoE. I dati di ieri sull’inflazione dell’Eurozona, che è risultata superiore alle aspettative (+5,1% rispetto al +5% di dicembre e sopra un atteso +4,4%), mettono ulteriore pressione alla presidente Christine Lagarde. E’ vero che la componente energetica resta determinante nella fiammata, ma potrebbero suonare come un campanello d’allarme per la Bce, tanto più che secondo il Ft i mercati si aspettano «almeno due rialzi ai tassi nel 2022» mentre Lagarde ha sempre fatto intendere di non averne previsti per l’anno in corso.

La Bce e le attese degli analisti

«Lagarde riconoscerà che l’inflazione è in un trend al rialzo e da qui la necessità a marzo di rivedere in questa direzione le previsioni sull’inflazione per quest’anno», dicono da La Francaise AM non aspettandosi però decisioni di politica monetaria. In considerazione della mancanza di nuove stime macro prodotte dallo staff Bce, anche i gestori di Jupiter si aspettano che le parole della presidente «enfatizzino la “pazienza”, senza alcun cambiamento delle politiche sui tassi di interesse o sui bilanci». Aggiungono da Generali Investments: «La morsa della pandemia sull’attività dell’area euro si sta indebolendo, mentre l’inflazione complessiva rimarrà ben al di sopra del target per la maggior parte del 2022, a causa degli alti prezzi dell’energia e delle persistenti strozzature nell’offerta. Al contrario, l’inflazione sottostante è destinata a scendere nuovamente sotto la soglia del 2% e a rimanerci». Secondo gli specialisti, «l’aumento dei prezzi dell’energia e gli effetti secondari nelle trattative salariali del 2022» innescheranno «un primo rialzo dei tassi di 20 punti base già nel giugno 2023».

Unicredit non si aspetta decisioni di politica monetaria, tantomeno «nuovi segnali» in tal senso dopo gli annunci importanti di dicembre. «Ma dopo i dati sull’inflazione sorprendentemente sostenuti, le parole di Lagarde saranno osservate da molto vicino». Anche il direttorio Bce, per la banca italiana, non dovrebbe cambiare l’outlook sui prezzi nel medio termine considerando che non ci sono segnali di riscaldamento dei salari. «Probabile Lagarde ribadisca che le previsioni per il 2023-2024 non sono in linea con la previsione di rialzo dei tassi già quest’anno che il mercato apprezza, lasciando le porte aperte per il 2023». Diverso il discorso per la BoE, dalla quale Unicredit si aspetta una risalita dei tassi di 25 punti base a 0,5%.

Tech e mercati

In mattinata, l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la giornata di contrattazioni in calo dell’1,06% a 27.241,31 punti, scontando le tensioni geopolitiche e i timori di un rallentamento dell’economia americana. Bene invece la borsa di Singapore, in rialzo di oltre il 2%, e anche il Kospi della borsa di Seoul (+1,92%). Diversi mercati in Asia, incluse le borse di Shanghai e Hong Kong, rimangono chiusi per le festività del Capodanno lunare cinese. La borsa di Sidney scende dello 0,14%. Ieri, quarta seduta in rialzo consecutiva a Wall Street. Il settore della comunicazione, tra i cui titoli rientra Alphabet, è stato il migliore di giornata, con un rialzo del 3,08%; il tech, dopo un passaggio in negativo, ha chiuso in positivo (+0,81%); l’energetico, a lungo in calo, ha guadagnato lo 0,38%. Il peggiore è stato il titolo di PayPal, crollato del 24,59% dopo aver fornito una guidance deludente, in parte – secondo la società – provocata dall’inflazione; gli utili sono stati di 1,11 dollari ad azione, di un centesimo sotto le attese, su ricavi di 6,92 miliardi, contro i 6,87 miliardi attesi dagli esperti. Molto forte (e negativa, intorno al -20% nell’after-hours) anche la reazione ai conti di Meta/Facebook arrivati a mercati chiusi.

Rimane protagonista l’escalation delle tensioni geopolitiche, con il fattore Ucraina, dopo che fonti americane vicine alla Casa Bianca hanno riportato che l’amministrazione Biden ha deciso di inviare ulteriori truppe in Polonia, Germania e Romania, a fronte delle forti tensioni con la Russia di Vladimir Putin. Il vice ministro degli Esteri russo, Alexander Grushko, ha reagito alla notizia, parlando di misura «ingiustificata, distruttiva, che aumenta le tensioni militari e riduce il campo per le decisioni politiche».

Prezzi del petrolio in calo sui mercati asiatici dopo i deboli dati sui salari statunitensi e alcune prese di profitto. Tuttavia sono rimasti sostenuti da un’offerta ristretta, dato che i produttori Opec+ si sono attenuti ai previsti aumenti moderati della produzione (+400.000 barili al giorno anche a marzo). Il greggio Wti cede dello 0,58% a 87,75 dollari al barile, il Brent perde lo 0,48% a 89,04 dollari. Prezzo dell’oro in lieve calo sui
mercati asiatici. Il metallo con consegna immediata cede lo 0,06% a 1.805 dollari l’oncia.


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