Covid, in arrivo regole più snelle dai ristoranti alle spiagge

Regole più snelle. Rese più coerenti con l’attuale scenario epidemiologico, caratterizzato da una «graduale riduzione complessiva dell’impatto sui sistemi ospedalieri» e dalla «verosimile evoluzione verso una fase di transizione rispetto all’attuale emergenza pandemica, in considerazione dell’immunizzazione conseguente alla campagna vaccinale e a quella determinata dalla guarigione». Sono le linee guida aggiornate predisposte dalla conferenza delle Regioni per le varie attività economiche e sociali, dai ristoranti alle discoteche. La versione definitiva non è ancora stata pubblicata. Dopo il via libera del Cts (uno degli ultimi atti prima della fine dei lavori, con la cessione dello stato di emergenza il 31 marzo) alla bozza inoltrata, il testo finale andrà approvato la prossima settimana. E sarà poi recepito in un’ordinanza dal ministero della Salute.

Resta la distanza di un metro in ristoranti al chiuso e negozi

Nella bozza attuale, rispetto all’ultima versione ufficiale datata dicembre 2021, resta in linea di massima la distanza obbligatoria di un metro per le attività al chiuso (ad eccezione di cinema, teatri, congressi e convegni, musei), dove era già prevista. Quindi nei ristoranti al chiuso rimane la distanza di un metro tra i tavoli. E sempre distanza di un metro tra i clienti nei negozi e supermercati. Così come in sale gioco, piscine termali e centri benessere, corsi di formazione e discoteche (qui due metri in pista).

Niente più distanze fisse tra gli ombrelloni

Cambiano le cose invece all’aperto. Negli stabilimenti balneari, ad esempio, scompare la vecchia norma del distanziamento tra gli ombrelloni in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone. Addio anche alla regola per cui tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro. Resta l’accesso privilegiato agli stabilimenti tramite prenotazione, con opzione preferenziale per il pagamento in modalità elettronica (bancomat o carta di credito). Nonché la raccomandazione a riorganizzare gli spazi «al fine di evitare code e assembramenti di persone». Se possibile con «percorsi separati per l’entrata e per l’uscita».

Le regole valide per tutte le attività

Questi poi alcuni punti fermi validi per tutte le attività economiche e sociali disciplinate dalla linee guida (ristorazione e cerimonie; attività turistiche e ricettive; cinema e spettacoli dal vivo; piscine termali e centri benessere; servizi alla persona; commercio; musei, archivi, biblioteche e mostre; parchi tematici e di divertimento; convegni e congressi; sale giochi e scommesse; sagre e fiere locali; corsi di formazione; sale da ballo e discoteche)

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Informazioni: va predisposta da parte degli esercenti un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensiva di indicazioni sulla capienza massima dei locali e comprensibile anche a utenti di altra nazionalità.


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