Il virus “cancella” cartelle Tarsu e multe – Cronaca

SALERNO – È una voragine da 4 milioni di euro – composta per lo più da Tarsu non versata (3,1 milioni) e da contravvenzioni al Codice della Strada (866mila euro) quella che si è aperta nelle casse di Palazzo di Città per tributi e multe che diverse centinaia di salernitani non hanno versato nel corso degli ultimi anni e che non dovranno mai più versare.

Si tratta della quantificazione che i tecnici dell’amministrazione hanno definito sulla scorta delle norme emanate nel 2021 a causa dell’emergenza Covid 19 quando si decise che alcuni crediti con la Pubblica amministrazione – nel margine massimo di 5mila euro dovevano essere definitivamente cancellati e il disavanzo di bilancio risanato nei prossimi 10 anni.

Il decreto legge del 22 marzo del 2021 (Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid 19) tra l’altro, prevedeva “l’annullamento automatico dei debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del decreto, fino a 5mila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2010”.

Annullamento che era rivolto esclusivamente alle persone fisiche che avevano dichiarato, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30mila euro e dei soggetti diversi dalle persone fisiche che avevano conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30mila euro.

Nel caso del Comune di Salerno e, quindi, come prevedono le norme per gli enti che applicano l’armonizzazione contabile, sono state disciplinate “le modalità del riaccertamento straordinario dei residui attivi cancellati, con possibilità di ripianare l’eventuale maggiore disavanzo in non più di dieci annualità a decorrere dall’esercizio finanziario in cui è effettuato il riaccertamento, in quote annuali costanti”.

Quindi, come si legge in una delibera della Giunta pubblicata qualche giorno fa, “gli uffici preposti dei settori Tributi e polizia municipale hanno effettuato verifiche a campione in ordine ai carichi oggetto di cancellazione automatica” e hanno verificato che “l’ente ha conservato nel rendiconto dell’esercizio 2021 crediti riferiti ai carichi annullati in via automatica che ora devono essere cancellati per insussistenza” e che che i crediti stralciati dall’Agenzia delle Entrate Riscossione sono pari a 7,4 milioni a fronte dei quali i relativi residui attivi, di difficile esigibilità e mantenuti nel conto del bilancio al 31 dicembre 2021, sono pari a 4 milioni”.

Per cui la Giunta ha stabilito di dare mandato al Consiglio comunale per quanto riguarda “la cancellazione definitiva dalle scritture patrimoniali dei crediti individuati dall’elenco trasmesso dall’agente della riscossione, già stralciati dal conto del bilancio, la determinazione del risultato di amministrazione e la quantificazione dell’eventuale maggior disavanzo derivante dalla cancellazione automatica dei crediti dando atto che, tale maggior disavanzo non potrà essere superiore a 380,762 euro e il ripiano dell’eventuale maggior disavanzo in un massimo di 10 rate annuali costanti a partire dall’esercizio 2022”.




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