L’assedio ai centri sanitari A Cava scoperti 30 contagi  – Cronaca

CAVA DE’ TIRRENI. Torna l’incubo Covid in una nota struttura sanitaria convenzionata di Cava de’ Tirreni. Nel centro di cura e riabilitazione – gestito dalla società Silba – gli ultimi tamponi effettuati hanno fatto emergere il “cluster”: al momento risultato positive una trentina di persone fra dipendenti e pazienti. Al momento, l’Usca non è ancora intervenuta per verificare se siano state effettuate le dosi booster ai tanti pazienti ospitati nella storica struttura metelliana. Secondo le prime ricostruzioni, la diffusione del virus sarebbe cominciata in seguito alla positività di un dirigente della società che gestisce il centro: un contagio causato dalla variante Omicron che non si manifesta subito con sintomi chiari nonostante l’enorme contagiosità. Prima di diagnosticare i primi casi, infatti, sarebbero trascorsi alcuni giorni, facilitando così le infezioni. Dai primi test, dunque, sarebbe emersa la positività di una decina di dipendenti che hanno spinto la direzione della struttura ad effettuare altri controlli: nell’arco di poco più di una settimana, dunque, il numero dei contagiati dal Covid è salito a una trentina di persone. Si tratta di una ventina di pazienti, distribuiti in due reparti della struttura, e dieci tra infermieri ed operatori Oss. Ora si attendono gli esiti di altri test per comprendere se il “cluster” si è esaurito.
Sebbene le misure di prevenzione restino in piedi e gli operatori adottino tutte le precauzioni per evitare il contagio, questa variante risulta ancora più contagiosa ed è difficile mettersi al riparo per gli operatori medici e socio sanitari, così come per gli ammalati, quasi tutti con patologie neurologiche. Fortunatamente i pazienti ma anche i dipendenti non presentano grossi sintomi e le condizioni di salute di tutti non destano particolari preoccupazioni. Ciò nonostante, c’è il rischio che la struttura possa andare in affanno nella gestione dei ricoverati proprio a causa dell’aumento dei casi di positività tra i dipendenti che, per precauzione, stanno facendo di loro sponte i tamponi, anche per evitare di contagiare, a loro volta, anche i familiari. Con dieci dipendenti positivi, il personale in servizio sarebbe già costretto a fare doppi turni di lavoro per coprire i colleghi rimasti a casa in quarantena. Una situazione che potrebbe precipitare, nella giornata di ieri il numero dei dipendenti positivi è salito a 12 e pare che la direzione sanitaria della struttura, proprio per non ritrovarsi con il personale dimezzato, fa fare i tamponi solo ai lavoratori che presentano sintomi. Ma è un dato di fatto che questa nuova variante è nota proprio per la scarsa sintomatologia, una caratteristica che ne amplifica il contagio. Sono in tanti, nella struttura, a chiedere maggiori misure di sicurezza e prevenzione nella diffusione del virus. Nonostante l’alto numero di contagiati non sarebbero state sospese neanche le visite dei familiari ai ricoverati. Una situazione che potrebbe sfuggire di mano, nonostante il Covid non faccia più paura a molti, le preoccupazioni tra i dipendenti restano.
Luisa Trezza
©RIPRODUZIONE RISERVATA.




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