Unindustria: Bonomi, siamo per le sanzioni, non pagheremo in rubli – Politica

«Siamo con le sanzioni, non pagheremo in rubli«: è una dichiarazione del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, intervenuto all’assemblea generale Unindustria, l’associazione di Confindustria degli industriali del Lazio. 

A Roma al Teatro dell’Opera, dove si è svolta l’assemblea generale Unindustria, erano presenti anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini.

Un lungo applauso della platea di industriali ha accolto il Capo dello Stato.

LE PAROLE DI BONOMI SU GAS E SALARI

Sulle forniture di gas «il presidente Draghi è stato chiaro, ha dato una linea del Paese, noi siamo con l’Europa, siamo con le sanzioni, quindi noi non pagheremo in rubli«. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha sottolineato il pieno appoggio al Governo, rispondendo alle domande a margine dell’assemblea di Unindustria.

Bonomi ha evidenziato che con un allarme povertà nel Paese oggi «bisogna mettere soldi in tasca agli italiani, ma la strada non è quella della detassazione degli aumenti salari. Con l’aumento dei costi delle materie prime nelle aziende non c’è più spazio per gli aumenti salariali. Chi dice di far pagare meno l’aumento salariale è gente che non ha mai frequentato un giorno in fabbrica, soprattutto in questo periodo», ha detto.

La proposta di Confindustria è per un «taglio serio e forte, da 16 miliardi» del cuneo contributivo, e che vada «per due terzi ai lavoratori e un terzo alle imprese», a favore dei lavoratori «mettiamo sul tavolo una quota che sarebbe di nostra competenza». E per i dipendenti in media significherebbe avere «1223 euro in più, una mensilità in più per tutta la vita lavorativa».


BONOMI: «GRATI A MATTARELLA E DRAGHI»

Il leader di Confindustria, intervenendo all’assemblea di Unindustria, ha così espresso la sua gratitudine al premier e al capo dello Stato: «La differenza a favore dell’Italia la fanno il presidente Mattarella ed il presidente Draghi, e noi come imprenditori siamo particolarmente grati». 

Del presidente della Repubblica evidenzia «le parole senza ambiguità»: «Grazie per aver usato parole così ferme«, dice, riferendosi alla posizione sulla guerra in Ucraina. Al premier riconosce «la stima e autorevolezza internazionale conferite» al Paese. Ruoli in una fase delicata per l’economia, con il rischio che il rallentamento indotto dalla guerra sia «asimmetrico», con gli Stati Uniti che non frenano, ed il rischio che l’Italia possa subire un impatto peggiore rispetto ad altri. In un Paese dove è necessario, ribadisce, «aprire una stagione di riformismo competitivo, fare le riforme che il Paese aspetta da anni, riforme necessarie al Paese».

GELMINI: «GOVERNO A LAVORO SUL TEMA ENERGIA»

«Voglio rassicurare rispetto al fatto che le vostre preoccupazioni sono anche le preoccupazioni del Governo, anche perché abbiamo tutti riscontrato nel nostro quotidiano l’impatto in termini di riduzione di crescita che l’attacco scellerato della Federazione russa in Ucraina sta determinando. Quindi il governo è al lavoro innanzitutto sul grande tema dell’energia«, ha detto la ministra Gelmini, che ha anche evidenziato il ruolo di Mattarella come «guida solida e illuminata sia durante il periodo della pandemia e anche adesso, in un contesto internazionale davvero difficile».  Sul pressing degli industriali per un taglio del cuneo fiscale-contributivo, la Gelmini ha detto: «È una proposta che porterò al’interno del Governo, credo sia fondamentale un taglio del cuneo».

 

 




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