Il Fisco incassa 5,2 miliardi di euro con gli errori nelle dichiarazioni dei redditi

Barrare una casella sbagliata in dichiarazione per un bonus edilizio non ammesso o ancora riportare una spesa sanitaria, veterinaria o degli importi errati sugli interessi passivi per la prima casa per i quali il contribuente incassa lo sconto Irpef del 19% sembra ancora costare caro ai contribuenti italiani. Dai controlli automatizzati su oltre 40 milioni di dichiarazioni fiscali presentate annualmente dai contribuenti tra 730, Iva, Irap e Redditi, l’amministrazione finanziaria ha incassato per conto dell’Erario nel 2021 qualcosa come 5,25 miliardi di euro.

Il 38% del recupero 2021

A conti fatti questa cifra rappresenta circa il 38% del bottino complessivo di recupero dell’evasione fiscale 2021 (13,8 miliardi stando ai dati resi noti dall’ultimo Documento di economia e finanza, il Def). In pratica, un importo superiore degli incassi da riscossione che lo scorso anno si sono attestati a 4 miliardi, anche per effetto delle sospensioni dei pagamenti accordate per far fronte alla difficile situazione finanziaria di famiglie, imprese e professionisti a causa dell’emergenza Covid.

I controlli automatizzati

La distrazione nel compilare o nel rivedere le dichiarazioni fiscali, dunque, finisce per costare caro a contribuenti che nella stragrande maggioranza dei casi commette soltanto errori formali e che sono tutt’altro che evasori incalliti. Tanto che per “stanarli” il Fisco ricorre ai cosiddetti controlli automatizzati. Ossia passa nelle “macchine” le dichiarazioni presentate dai contribuenti e invita i contribuenti a presentare la documentazione che dimostri il diritto allo sconto d’imposta o a una deduzione dalla base imponibile.

L’analisi di rischio e il target di 14,8 miliardi per il 2022

I controlli automatizzati e la liquidazione delle dichiarazioni per stanare gli errori formali, come detto, sono solo una parte dell’azione di contrasto dell’evasione fiscale. L’obiettivo principale nel Piano organizzativo delle Entrate resta quello di stanare soprattutto le frodi con azioni mirate e sulla base di specifici indicatori di rischio. Il target indicato dal direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, per il 2022 è quello di recuperare dall’evasione fiscale 14,8 miliardi di euro. E questo grazie soprattutto all’ottimizzazione dei controlli in materia tributaria e adozione di iniziative congiunte con la Guardia di finanza e altre Amministrazioni estere per potenziare le attività di analisi. La strategia indicata è quella di contrastare la sottrazione all’imposizione delle basi imponibili, mappare territorialmente i fenomeni evasivi e predisporre i rispettivi piani di intervento anche con modalità integrata.

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Obiettivi principali i bonus edilizi

L’attività di contrasto all’evasione nel 2022 si concentrerà soprattutto su crediti d’imposta e agevolazioni non spettanti o utilizzate indebitamente dai contribuenti, con la sospensione preventiva delle deleghe di pagamento F24 e delle relative compensazioni. Un’attività che poggerà su cinque indicatori di rischio predefiniti con cui gli uffici del Fisco potranno e scartare le deleghe in odore di frode e procedere soprattutto al blocco delle cessioni dei crediti da bonus edilizi. Tra i nuovi indicatori a base dell’analisi di rischio spicca soprattutto quello per la verifica e il controllo delle comunicazioni di cessione di credito e delle opzioni per lo sconto in fattura per gli interventi di riqualificazione, messa in sicurezza o ristrutturazione degli edifici.


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