Affitti, le famiglie bolzanine chiedono aiuto  – Bolzano

BOLZANO. Carissima Bolzano. A pesare di più sul bilancio familiare è la casa. I più fortunati l’hanno acquistata e pagano il mutuo, tanti altri per scelta o necessità sono in affitto. Ma riuscire a fronteggiare le spese è sempre più difficile.

Lo sa bene l’Azienda servizi sociali, che eroga per la Provincia, attraverso i distretti sociali, i contributi al canone di locazione ed alle spese accessorie.

Per quanto riguarda la città di Bolzano, il contributo massimo erogabile è di 590 euro per l’affitto e 125 euro per le spese condominiali (per complessivi 715 euro).

Nel 2019 sono state assistite in tutto l’ Alto Adige 12.539 famiglie, di cui 4.886 a Bolzano. A questi numeri vanno aggiunte – sempre su Bolzano – circa 1.500 famiglie che hanno beneficiato del contributo Covid.

Liliana Di Fede – direttrice Assb – dice che i numeri dal 2019 ad oggi non sono cambiati di molto.

«Se è vero che nel 2021 è calato leggermente a Bolzano il numero di coloro che hanno richiesto il contributo per affitto e spese accessorie (ci sono nuclei che ricevono il sostegno solo per le spese accessorie), d’altra parte abbiamo avuto circa 1.500 nuclei che hanno fatto richiesta di contributo provinciale legato all’emergenza Covid. In totale le famiglie che hanno chiesto contributi e li hanno ottenuti sono più di seimila e guardate che l’intervento è chiesto soprattutto da chi ha un lavoro e non ce la fa a mandare avanti famiglia e figli». Il problema casa, per la direttrice, è centrale. «Al momento la vera emergenza è a Bolzano e sta diventando tema di equità sociale, anche se il problema è provinciale. I più colpiti restano i centri urbani ed i comuni limitrofi».

Anche l’Assb fatica a trovare personale. «Perché se è vero che il capoluogo ed in generale l’Alto Adige ha fama di terra ricca, che gode di una natura splendida e di un’elevata qualità della vita, i prezzi degli alloggi scoraggiano chiunque abbia intenzione di trasferirsi qui per lavoro. E così anche noi siamo alla costante disperata ricerca – soprattutto per le case di risposo ma non solo – di infermieri, operatori socio assistenziali (osa), operatori socio sanitari (oss), assistenti sociali ecc.

Il punto è sempre lo stesso: caro vita e caro casa. Già sollevato nei giorni scorsi sul nostro giornale da Heiner Oberrauch, presidente Assoimprenditori “servono case per attirare lavoratori da fuori” e Matteo Bonvicini, presidente provinciale Federfarma alla ricerca di personale scoraggiato soprattutto dai prezzi degli affitti: «Il capoluogo è diventato elitario, tra caro casa, caro affitti e caro acquisti è illusorio pensare di attrarre lavoratori da fuori. Non riusciamo a trovare farmacisti, infermieri, operatori socio sanitari, logopedisti, tecnici di radiologia, fisiatri».

Assb – come detto – eroga anche i contributi per le spese accessorie legate alla casa. Contributi – ricorda l’Azienda – che possono essere concessi a chi abita alloggi Ipes, comunali e anche a chi abbia casa di proprietà ma un reddito basso. E da settimane il telefono Assb è bollente perchè piovono domande per accedere al bonus energia, il contributo di 500 euro una tantum per le famiglie a basso reddito che serve a fronteggiare gli aumenti dei costi energetici. Contributo che sarà liquidato ai beneficiari del contributo per le spese abitative accessorie.

«Chi già lo percepisce – dicono in Provincia – non deve presentare domanda, ma riceverà automaticamente l’addizionale straordinaria entro i prossimi mesi. Chi invece non lo ha ancora percepito ma è in possesso dei requisiti, può presentare domanda in qualsiasi momento tramite il distretto sociale del proprio bacino di utenza. I nuovi beneficiari riceveranno il contributo aggiuntivo straordinario nel corso dell’anno». E sono questi a tempestare distretti e centralini Assb. Si tratta in tutto l’Alto Adige di circa 11 mila famiglie aventi diritto per un totale di circa 6 milioni di euro di contributi.




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