«Caso flessioni, ci siamo fatti male da soli»  – Cronaca

Per pianificare il futuro della Facoltà di Medicina occorre uscire fuori dalle logiche provinciali e guardare lontano, unendo le competenze multidisciplinari e prendendo le distanze da conflitti interni che non sono produttivi. È il pensiero dell’ex rettore dell’Ateneo di Salerno, Raimondo Pasquino, a cui si deve la nascita della facoltà di Medicina nel 2005. Intervenuto al teatro Augusteo al convegno “L’eredità della scuola medica salernitana”, dal titolo del nuovo libro dello pneumologo e storico della medicina Giuseppe Lauriello edito dal medico del “Ruggi”, Giuseppe De Nicola, Pasquino è tornato su una vicenda “calda” che ha riguardato l’Azienda Universitaria, l’inchiesta sulle flessione fatte dagli specializzandi di Ortopedia su richiesta del direttore e docente della scuola di specializzazione, Nicola Maffulli. «Noi siamo bravi a farci male da soli – la premessa di Pasquino -. È bastato che un docente di valore internazionale facesse un atto di goliardia per farlo diventare pazzo, quando lui per primo aveva fatto le flessioni. Questa è la realtà nella quale ci siamo purtroppo trovati a dire a livello nazionale», il commento dell’ex rettore che, pur non facendo riferimento al docente, lo difende sottolineando le sue competenze. Pasquino, di fatto, ha subito puntualizzato sottolineando «la realtà e la serietà dell’ateneo di Salerno che è fuori discussione e la certificazione dei risultati dei nostri giovani e meno giovani e dei docenti è quella che registriamo».
Ma la presentazione del libro è stata l’occasione per riflettere sul futuro della Facoltà di Medicina che per Pasquino non può prescindere dalla «costruzione del nuovo ospedale, condizione necessaria ma non sufficiente in quanto occorre rivendicare gli spazi: occorrono laboratori, una facoltà in contatto con il campus e cioè strutture residenziali per studenti, specializzandi, docenti. Bisogna puntare sull’assistenza ma anche sulla ricerca scientifica, sulle nuove tecnologie, sull’informatica applicata alla diagnostica in medicina e nel trattare il malato nella telemedicina». Dunque per essere un’università al passo con i tempi occorrerà il coinvolgimento, secondo Pasquino, dei saperi delle facoltà di Informatica e di Ingegneria.
E l’importanza dei docenti è stata ribadita anche dal professore Francesco De Caro responsabile per l’Azienda “Ruggi” per la gestione dell’emergenza Covid. «Abbiamo bisogno di allargare il numero di medici, aumentare l’offerta formativa e i corsi di laurea – ha detto – Ci sono specializzazioni che mancano in ateneo, abbiamo chiesto l’attivazione di una scuola di cui si sente fortissima la necessità che è quella di Anestesia e rianimazione. C’è una volontà congiunta tra Azienda e Ateneo in quanto abbiamo bisogno di anestesisti e di cure palliative: andremo avanti in questo senso per aggiungere queste specializzazioni a quelle che ci sono già»
Marcella Cavaliere
©RIPRODUZIONE RISERVATA




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