Covid, ecco le regioni in cui gli anziani rischiano di più

Gli indici della pandemia di Covid-19 in Italia sono ancora in risalita, una conferma dell’inversione di trend in atto: questa settimana è infatti aumentata l’incidenza dei casi per 100mila abitanti, fissandosi a 310, ed anche l’indice di trasmissibilità Rt è cresciuto toccando il valore di 0,83. Ad aumentare lievemente sono anche i ricoveri nei reparti ordinari mentre si registra un calo nelle intensive. Un quadro che, avvertono gli esperti, richiama ad una nuova prudenza, a partire dall’uso delle mascherine ormai non più obbligatorie pressoché ovunque tranne che in ospedali, Rsa e trasporti pubblici.

Tra gli anziani 80% senza quarta dose

«Se continueremo ad abbassare troppo la guardia, in autunno «dovremo affrontare una tempesta perfetta con un forte aumento della mortalità tra gli anziani, tra i quali l’80% non ha fatto la quarta dose». Così Walter Ricciardi, professore di Igiene alla Cattolica e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, in un’intervista a La Stampa.

In Sardegna e Sicilia anziani più a rischio

Incrociando i dati sull’incidenza dei contagi con quelli sull’andamento delle quarte dosi, emerge che Sicilia e Sardegna sono tra le regioni più a rischio. La Sardegna è attualmente la regione con più alta incidenza di casi (470 ogni 100mila abitanti). E la percentuale di quarte dosi (riservate a immunocompromessi, over 80 e persone fragili nella fascia 60-79 anni), in base ai dati di Lab24, è del 10,7% rispetto alla platea potenziale, a fronte di una media nazionale del 21,8%. Una percentuale ancora più bassa (9%), al terzo posto a livello nazionale per incidenza (428 casi settimanali ogni 100mila abitanti).

Nel Lazio chiamata straordinaria over80 senza quarta dose

Da segnalare che la prossima settimana nel Lazio verranno contattati gli over 80 che non hanno fatto ancora la quarta dose per sollecitarli a farla. «È importante che chi ha più di 80 anni faccia la quarta dose. La prossima settimana faremo un recall straordinario e chiederemo ai medici di famiglia e farmacie una nuova iniziativa proattiva», ha detto l’assessore alla sanità Alessio D’Amato. In base ai dati di Lab24 la percentuale di quarte dosi rispetto alla platea potenziale nel Lazio è sopra la media nazionale (siamo al 26,6%) ma l’incidenza dei contagi è alta (439 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti).

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In crescita la diffusione di Omicron 5

Intanto, l’Iss ha reso noto i risultati dell’ultima indagine rapida sulla prevalenza delle varianti, dalla quale emerge che in Italia il 7 giugno scorso la variante Omicron aveva una prevalenza stimata al 100%, con la sottovariante BA.2 predominante (al 62,98%). Sono invece aumentati i casi riconducibili alle più contagiose sottovarianti BA.4 e BA.5, e quest’ultima sale al 23,15% di prevalenza dallo 0,41% della precedente indagine.


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